{"id":570,"date":"2022-06-28T13:52:58","date_gmt":"2022-06-28T13:52:58","guid":{"rendered":"https:\/\/nottericerca.uniroma3.it\/?p=570"},"modified":"2023-10-11T10:50:10","modified_gmt":"2023-10-11T10:50:10","slug":"pillole-di-scienza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/nottericerca.uniroma3.it\/?p=570","title":{"rendered":"Pillole di Scienza 30 settembre 2022"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>venerd\u00ec 30 settembre &#8211; ore 19:00-24:00<\/strong><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-media-text alignwide is-stacked-on-mobile\"><figure class=\"wp-block-media-text__media\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"509\" height=\"250\" src=\"https:\/\/nottericerca.uniroma3.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/SOGGIORNO-SU-MARTE-SOGGIORNO-DA-INCUBO-A-MENO-CHE.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-581 size-full\" srcset=\"https:\/\/nottericerca.uniroma3.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/SOGGIORNO-SU-MARTE-SOGGIORNO-DA-INCUBO-A-MENO-CHE.jpg 509w, https:\/\/nottericerca.uniroma3.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/SOGGIORNO-SU-MARTE-SOGGIORNO-DA-INCUBO-A-MENO-CHE-300x147.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 509px) 100vw, 509px\" \/><\/figure><div class=\"wp-block-media-text__content\">\n<h3>Soggiorno su Marte, soggiorno da incubo, a meno che &#8230;<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per sopravvivere nello spazio, gli esseri umani necessitano di ossigeno, acqua, energia e sufficiente pressione sui nostri corpi. Queste sono tutte le cose di cui abbiamo bisogno dal nostro ambiente e che il nostro corpo non pu\u00f2 fornire. Supponendo che la nostra pelle sia il confine tra il nostro s\u00e9 e l&#8217;ambiente, su Marte non saremo mai in grado di stare fuori: avremo sempre necessit\u00e0 di avere qualcosa intorno&#8230;o di stare all&#8217;interno di qualche architettura. \u00c8 per questo che \u00e8 arrivato il momento di ideare, ricercare e sviluppare progetti innovativi &#8220;centrati sull&#8217;uomo&#8221; che consentano agli esseri umani non solo di sopravvivere, ma di vivere BENE oltre la nostra amata Terra.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>2<\/em>0:30 &#8211; <em>Barbara Cosciotti &#8211; Dipartimento di Matematica e Fisica<\/em><\/p>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-media-text alignwide is-stacked-on-mobile\"><figure class=\"wp-block-media-text__media\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"567\" height=\"567\" src=\"https:\/\/nottericerca.uniroma3.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/La-tettonica-del-Pianeta-Marte.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-575 size-full\" srcset=\"https:\/\/nottericerca.uniroma3.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/La-tettonica-del-Pianeta-Marte.jpg 567w, https:\/\/nottericerca.uniroma3.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/La-tettonica-del-Pianeta-Marte-300x300.jpg 300w, https:\/\/nottericerca.uniroma3.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/La-tettonica-del-Pianeta-Marte-150x150.jpg 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 567px) 100vw, 567px\" \/><\/figure><div class=\"wp-block-media-text__content\">\n<h3>La tettonica del Pianeta Marte<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Scopo della missione ExoMars \u00e8 quello di ricercare tracce presenti o passate di vita su Marte nella regione di Oxia Planum, caratterizzata da forme e depositi tipici di ambienti fluvio-lacustre, probabilmente attivi circa 4 Ga fa, ma \u00e8 la distribuzione delle fratture sul suolo di Marte che pu\u00f2 rivelare un aspetto ancora poco noto della storia del Pianeta rosso, la sua tettonica. Tramite l\u2019utilizzo di immagini fornite dalla pi\u00f9 potente telecamera orbitante attorno a Marte \u00e8 stato possibile studiare i terreni fratturati e con software raffinati, mappare la distribuzione delle fratture con metodi automatici. L\u2019analisi statistica delle loro orientazioni ha permesso d&#8217;individuare una direzione preferenziale (E-W), compatibile con la presenza di strutture a carattere compressivo individuate attorno l\u2019ellisse di atterraggio, a testimonianza di un processo geologico, probabilmente di natura tettonica.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">20:40 &#8211; <em>Andrea Apuzzo &#8211; Dipartimento di Scienze<\/em><\/p>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-media-text alignwide is-stacked-on-mobile\"><figure class=\"wp-block-media-text__media\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"484\" height=\"282\" src=\"https:\/\/nottericerca.uniroma3.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/Il-Calderone-un-ghiacciaio-che-non-vuole-morire.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-580 size-full\" srcset=\"https:\/\/nottericerca.uniroma3.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/Il-Calderone-un-ghiacciaio-che-non-vuole-morire.png 484w, https:\/\/nottericerca.uniroma3.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/Il-Calderone-un-ghiacciaio-che-non-vuole-morire-300x175.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 484px) 100vw, 484px\" \/><\/figure><div class=\"wp-block-media-text__content\">\n<h3>Il Calderone: un ghiacciaio che non vuole morire<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il Calderone: storia di un ghiacciaio che non vuole morire<br>Il Calderone rappresenta l\u2019ultimo ghiacciaio ancora esistente dell\u2019Appenino e, in Europa, anche quello situato a latitudine inferiore. Nonostante il cambiamento climatico abbia causato la separazione del corpo principale in due unit\u00e0 distinte e il conseguente declassamento da ghiacciaio a glacio-nevato, sembra che il micro clima caratteristico del Calderone gli abbia conferito la resilienza necessaria a sopravvivere fino ad oggi. L\u2019Universit\u00e0 degli Studi Roma TRE ha condotto, insieme a colleghi provenienti da altri enti di ricerca, una campagna di misure geofisiche: l\u2019impiego del georadar consente di \u201cvisitare\u201d il nostro paziente pi\u00f9 da vicino e di valutare l\u2019evoluzione temporale del suo stato di salute.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">20:50 &#8211; <em>Elisabetta Mattei &#8211; Dipartimento di Matematica e Fisica<\/em><\/p>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-media-text alignwide is-stacked-on-mobile\"><figure class=\"wp-block-media-text__media\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/nottericerca.uniroma3.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/ice-crystal-g21a1f34dc_1920-1024x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1276 size-full\" srcset=\"https:\/\/nottericerca.uniroma3.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/ice-crystal-g21a1f34dc_1920-1024x1024.jpg 1024w, https:\/\/nottericerca.uniroma3.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/ice-crystal-g21a1f34dc_1920-300x300.jpg 300w, https:\/\/nottericerca.uniroma3.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/ice-crystal-g21a1f34dc_1920-150x150.jpg 150w, https:\/\/nottericerca.uniroma3.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/ice-crystal-g21a1f34dc_1920-768x768.jpg 768w, https:\/\/nottericerca.uniroma3.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/ice-crystal-g21a1f34dc_1920-1536x1536.jpg 1536w, https:\/\/nottericerca.uniroma3.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/ice-crystal-g21a1f34dc_1920.jpg 1920w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure><div class=\"wp-block-media-text__content\">\n<h3>La matematica del fiocco di neve<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Secondo voi esistono due fiocchi di neve uguali? Che forma hanno? Qual \u00e8 la relazione tra la matematica e i fiocchi di neve? E se vi dicessi che noi siamo come fiocchi di neve\u2026ci credereste? Siete pronti a scoprirlo insieme a me? Allora seguitemi in questo viaggio breve ed immersivo in cui vi far\u00f2 conoscere il legame che esiste tra la matematica e i fiocchi di neve. Ci serviranno un cappellino e una sciarpa perch\u00e9, come diceva Aristotele, \u201cper apprezzare la bellezza di un fiocco di neve \u00e8 necessario resistere al freddo\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">21:00 &#8211; <em>Antonella Corleone &#8211; Dipartimento di Matematica e Fisica<\/em><\/p>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-media-text alignwide is-stacked-on-mobile\"><figure class=\"wp-block-media-text__media\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"272\" height=\"265\" src=\"https:\/\/nottericerca.uniroma3.it\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/image-2.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-1133 size-full\"\/><\/figure><div class=\"wp-block-media-text__content\">\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Con &#8220;il filobus numero 75&#8221; nella favola dell&#8217;ingegneria dei trasporti&nbsp;<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201cUna mattina il filobus numero 75, in partenza da Monteverde Vecchio per Piazza Fiume, invece di scendere verso Trastevere, prese per il Gianicolo, svolt\u00f2 gi\u00f9 per l\u2019Aurelia Antica e dopo pochi minuti correva tra i prati fuori Roma come una lepre in vacanza\u201d\u2026..accompagnati dalla favola di Gianni Rodari percorreremo le strade di Roma ponendoci quesiti su come territorio, infrastrutture e servizi di trasporto possano tra di loro interagire per garantire alla popolazione una mobilit\u00e0 equa e sostenibile. Ci soffermeremo a guardare i nostri quartieri, il loro sviluppo, proveremo a muoverci al loro interno e chiss\u00e0 se poi \u2026riusciremo a fermare il tempo\u2026; cos\u00ec come in una favola sar\u00e0 \u201ctempo regalato, un piccolo extra, come quando si compra una scatola di sapone in polvere e dentro c\u2019\u00e8 un giocattolo\u201d.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">21:10 &#8211; <em>Marialisa Nigro &#8211; Dipartimento di Ingegneria<\/em><\/p>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-media-text alignwide is-stacked-on-mobile\"><figure class=\"wp-block-media-text__media\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"906\" src=\"https:\/\/nottericerca.uniroma3.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/venditti-1024x906.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1068 size-full\" srcset=\"https:\/\/nottericerca.uniroma3.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/venditti-1024x906.jpg 1024w, https:\/\/nottericerca.uniroma3.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/venditti-300x266.jpg 300w, https:\/\/nottericerca.uniroma3.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/venditti-768x680.jpg 768w, https:\/\/nottericerca.uniroma3.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/venditti-1536x1359.jpg 1536w, https:\/\/nottericerca.uniroma3.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/venditti.jpg 1600w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure><div class=\"wp-block-media-text__content\">\n<p><a name=\"venditti\"><\/a><\/p>\n<h3>Nanomateriali: piccoli oggetti e grandi sfide<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In questo ultimo decennio i nanomateriali hanno avuto grande successo, non solo in ambito di ricerca scientifica e industriale, ma anche in ambito di produzione e mercato globale. Il successo \u00e8 da ricercarsi nella loro estrema versatilit\u00e0, nelle propriet\u00e0 chimico-fisiche peculiari e nella multidisciplinarit\u00e0 insita nel loro essere, in cui chimica-fisica-biologia e ingegneria si incontrano in modo sinergico. Ormai i campi di applicazione dei nanomateriali sono numerosi e possiamo citare per esempio la catalisi, la nanomedicina, la biosensoristica e l&#8217;optoelettronica. In effetti i materiali nanostrutturati sono gi\u00e0 parte del nostro quotidiano e li troviamo in molti oggetti di uso comune, dagli spazzolini agli pneumatici, dalle vernici per auto ai cosmetici, dai pannelli fotovoltaici ai bendaggi medici. Le nanotecnologie sono questo e molto altro! Ma insieme alle opportunit\u00e0 si aprono anche molte sfide!<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>2<\/em>1:20 &#8211; <em>Iole Venditti- Dipartimento di Scienze<\/em><\/p>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-media-text alignwide is-stacked-on-mobile\"><figure class=\"wp-block-media-text__media\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"786\" height=\"720\" src=\"https:\/\/nottericerca.uniroma3.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/pallottini.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1071 size-full\" srcset=\"https:\/\/nottericerca.uniroma3.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/pallottini.jpg 786w, https:\/\/nottericerca.uniroma3.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/pallottini-300x275.jpg 300w, https:\/\/nottericerca.uniroma3.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/pallottini-768x704.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 786px) 100vw, 786px\" \/><\/figure><div class=\"wp-block-media-text__content\">\n<p><a name=\"pallottini\"><\/a><\/p>\n<h3><strong>Inquinamento e salute<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La vita prenatale \u00e8 un momento critico per lo sviluppo del feto. Durante questo periodo, qualsiasi esposizione a sostanze esogene da parte della madre pu\u00f2 causare danni permanenti nelle cellule e negli organi della prole. Queste alterazioni si possono tradurre in patologie che compaiono anche in et\u00e0 adulta. Questa pillola presenter\u00e0 gli effetti dell\u2019esposizione prenatale ad una sostanza con la quale siamo costantemente in contatto nella nostra vita: la plastica. In particolare, mostrer\u00e0 come l\u2019esposizione prenatale basse dosi di un componente delle materie plastiche possa alterare dei processi metabolici importantissimi per la nostra vita e che queste alterazioni sono diverse nei maschi e nelle femmine.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">21:30 &#8211; <em>Valentina Pallottini &#8211; Dipartimento di Scienze<\/em><\/p>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-media-text alignwide is-stacked-on-mobile\"><figure class=\"wp-block-media-text__media\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"675\" height=\"501\" src=\"https:\/\/nottericerca.uniroma3.it\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/cropped-leaf-2.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1760 size-full\" srcset=\"https:\/\/nottericerca.uniroma3.it\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/cropped-leaf-2.jpg 675w, https:\/\/nottericerca.uniroma3.it\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/cropped-leaf-2-300x223.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 675px) 100vw, 675px\" \/><\/figure><div class=\"wp-block-media-text__content\">\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Quantum wars: il sensore fantasma<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201cQualche tempo fa, in un laboratorio molto molto vicino\u201d\u2026abbiamo realizzato un sensore quantistico fantasma! Non \u00e8 un sensore spaventoso, anzi, ci permette di fare misure migliori rispetto a quanto sia possibile realizzare con sensori classici. Vi racconteremo come funziona in un viaggio tra colori, propriet\u00e0 quantistiche della luce\u2026e citazioni approssimative.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>2<\/em>1:40 &#8211; <em>Ilaria Gianani &#8211; Dipartimento di Scienze<\/em><\/p>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-media-text alignwide is-stacked-on-mobile\"><figure class=\"wp-block-media-text__media\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"675\" height=\"501\" src=\"https:\/\/nottericerca.uniroma3.it\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/cropped-leaf-2.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1760 size-full\" srcset=\"https:\/\/nottericerca.uniroma3.it\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/cropped-leaf-2.jpg 675w, https:\/\/nottericerca.uniroma3.it\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/cropped-leaf-2-300x223.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 675px) 100vw, 675px\" \/><\/figure><div class=\"wp-block-media-text__content\">\n<h3 class=\"wp-block-heading\">A che serve la probabilit\u00e0<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">21:50 &#8211; <em>Elisabetta Candellero &#8211; Dipartimento di Matematicae Fisica<\/em><\/p>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-media-text alignwide is-stacked-on-mobile\"><figure class=\"wp-block-media-text__media\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"613\" height=\"606\" src=\"https:\/\/nottericerca.uniroma3.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/59f7add7-baad-4670-8cba-169b6bbbfdb3.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-1141 size-full\" srcset=\"https:\/\/nottericerca.uniroma3.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/59f7add7-baad-4670-8cba-169b6bbbfdb3.png 613w, https:\/\/nottericerca.uniroma3.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/59f7add7-baad-4670-8cba-169b6bbbfdb3-300x297.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 613px) 100vw, 613px\" \/><\/figure><div class=\"wp-block-media-text__content\">\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Le correnti di gravit\u00e0: Il \u201cnastro trasportatore\u201d del nostro pianeta e non solo&nbsp;<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Differenze di densit\u00e0 tra due fluidi, dovute a salinit\u00e0, temperatura o sedimenti sospesi, causano movimenti di grandi masse fluide note come correnti di densit\u00e0. Questi flussi sono comuni negli ambienti naturali, e.g. le brezze marine e le correnti oceaniche, ma trovano applicazione anche nei processi industriali. Nota come conveyor belt (nastro trasportatore), la circolazione oceanica termoalina collega i bacini oceanici, trasporta acqua e quello che vi \u00e8 contenuto (e.g., l\u2019ossigeno e sali nutritivi) da un punto all\u2019altro del globo, e contribuisce alla distribuzione del calore del Sole sulla Terra. Le correnti di gravit\u00e0 sono simili a valanghe d\u2019acqua densa che dalla superficie sprofondano verso gli abissi, sollevano i sedimenti di fondo, travolgendo quello che incontrano sul percorso. Ma non sono distruttive come le valanghe; al contrario esse sostengono la vita degli ecosistemi profondi alimentati dal materiale organico relativamente giovane presente in superficie.&nbsp; Sono inoltre responsabili della modellazione dei canyon sottomarini, degli estuari e del trasporto di acqua marina nei corsi d\u2019acqua superficiali. Lo studio di questi fenomeni di interfaccia fra ambiente naturale e antropico \u00e8 di fondamentale importanza per lo sviluppo della societ\u00e0; data la scala globale che li caratterizza, le misure remote (e.g. satellite) ma anche le campagne oceanografiche sono strumenti fondamentali per la loro comprensione e quantificazione.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">22:00 &#8211; <em>Maria Rita Maggi&nbsp;&#8211; Dipartimento di Ingegneria<\/em><\/p>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-media-text alignwide is-stacked-on-mobile\"><figure class=\"wp-block-media-text__media\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"567\" height=\"567\" src=\"https:\/\/nottericerca.uniroma3.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/Cosa-insegnano-i-movimenti-verticali-costieri.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-573 size-full\" srcset=\"https:\/\/nottericerca.uniroma3.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/Cosa-insegnano-i-movimenti-verticali-costieri.jpg 567w, https:\/\/nottericerca.uniroma3.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/Cosa-insegnano-i-movimenti-verticali-costieri-300x300.jpg 300w, https:\/\/nottericerca.uniroma3.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/Cosa-insegnano-i-movimenti-verticali-costieri-150x150.jpg 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 567px) 100vw, 567px\" \/><\/figure><div class=\"wp-block-media-text__content\">\n<h3>Cosa insegnano i movimenti verticali costieri?<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 noto che i continenti, durante milioni di anni di storia geologica,<br>non sono rimasti sempre nella stessa posizione ma si sono mossi sul globo unendosi e separandosi ripetute volte. Ormai stazioni GPS con precisione millimetrica ci dicono come un continente si sposta rispetto a un altro con velocit\u00e0 che sono nell\u2019ordine<br>di pochi centimetri l\u2019anno. Meno noto invece \u00e8 invece lo studio dei movimenti verticali recenti. Non \u00e8 facile studiarli ma forniscono indicazioni sullo stato di attivit\u00e0 tettonica di un luogo e spesso contribuiscono a definirne la pericolosit\u00e0&nbsp; sismica ma anche di tsunami. Inoltre, in un contesto di innalzamento del livello del mare, capire quali siano le coste in sollevamento&nbsp; e quali in subsidenza (che vanno gi\u00f9!) \u00e8 determinante per mettere in atto le giuste strategie in futuro<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">22:10 &#8211; <em>Marco Liberatore &#8211; Dipartimento di Scienze<\/em><\/p>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-media-text alignwide is-stacked-on-mobile\"><figure class=\"wp-block-media-text__media\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"420\" height=\"288\" src=\"https:\/\/nottericerca.uniroma3.it\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/image-4.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-1143 size-full\" srcset=\"https:\/\/nottericerca.uniroma3.it\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/image-4.png 420w, https:\/\/nottericerca.uniroma3.it\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/image-4-300x206.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 420px) 100vw, 420px\" \/><\/figure><div class=\"wp-block-media-text__content\">\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Agricoltura di precisione&nbsp;<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L&#8217;agricoltura di precisione \u00e8 un moderno paradigma di gestione dell\u2019attivit\u00e0 agricola basato su un continuo monitoraggio, ed una relativa azione, per rispondere alle esigenze di ciascuna pianta. Ci\u00f2 ambisce a incrementare quantit\u00e0 e qualit\u00e0 della produzione agricola, riducendo, al contempo, le fonti di ingresso utilizzate, quali acqua, energia, fertilizzanti e pesticidi. La robotica gioca un ruolo fondamentale nella realizzazione di tale paradigma: robot agricoli intelligenti possono combinare un rilevamento intelligente con la capacit\u00e0 di intraprendere azioni mirate, fornendo una soluzione operativa efficace che possa ridurre lo sforzo di operatori umani. In tale presentazione, verranno presentati i potenziali vantaggi derivanti dell&#8217;uso della robotica nella agricoltura di precisione ed approfondiremo i risultati ottenuti con due progetti europei in cui l&#8217;Universit\u00e0 degli Studi Roma Tre \u00e8 stata, ed \u00e8, coinvolta: PANTHEON e CANOPIES.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">22:20 &#8211; <em>Martina Lippi &#8211; Dipartimento di Ingegneria<\/em><\/p>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-media-text alignwide is-stacked-on-mobile\"><figure class=\"wp-block-media-text__media\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"675\" height=\"501\" src=\"https:\/\/nottericerca.uniroma3.it\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/cropped-leaf-2.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1760 size-full\" srcset=\"https:\/\/nottericerca.uniroma3.it\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/cropped-leaf-2.jpg 675w, https:\/\/nottericerca.uniroma3.it\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/cropped-leaf-2-300x223.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 675px) 100vw, 675px\" \/><\/figure><div class=\"wp-block-media-text__content\">\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Oro, sorrisi, luce e curiosit\u00e0<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quando si inizia un esperimento, quasi sempre si sa benissimo cosa ci si aspetta, per\u00f2 esistono eccezioni: queste sono le storie che pi\u00f9 ci divertono e pi\u00f9 amiamo raccontare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questa sera vi parliamo rapidissimamente di quella volta che abbiamo illuminato delle piccolissime bacchette d\u2019oro con un laser e\u2026 anzi non ve li diciamo, cos\u00ec che il risultato sia una sorpresa per voi tanto quanto lo \u00e8 stato per noi!<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">22:30 &#8211; <em>Marco Barbieri &#8211; Dipartimento di Scienze<\/em><\/p>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-media-text alignwide is-stacked-on-mobile\"><figure class=\"wp-block-media-text__media\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"567\" height=\"567\" src=\"https:\/\/nottericerca.uniroma3.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/Il-mondo-del-terremoti-nella-ricerca.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-574 size-full\" srcset=\"https:\/\/nottericerca.uniroma3.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/Il-mondo-del-terremoti-nella-ricerca.jpg 567w, https:\/\/nottericerca.uniroma3.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/Il-mondo-del-terremoti-nella-ricerca-300x300.jpg 300w, https:\/\/nottericerca.uniroma3.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/Il-mondo-del-terremoti-nella-ricerca-150x150.jpg 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 567px) 100vw, 567px\" \/><\/figure><div class=\"wp-block-media-text__content\">\n<h3>Il mondo del terremoti nella ricerca<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I terremoti sono da sempre stati oggetto di studio e di curiosit\u00e0, sin dai tempi antichi. Oggi, siamo a conoscenza di tante informazioni sulla loro origine ma c&#8217;\u00e8 tanto ancora da scoprire e studiare. La tomografia sismica locale (LET) \u00e8 una tecnica che permette di definire le geometrie delle superfici di rottura (faglie), coinvolte nella generazione dei terremoti e di calcolare la velocit\u00e0 con cui viaggiano le onde sismiche, ai dei terremoti e di calcolare la velocit\u00e0 con cui viaggiano le onde sismiche, ai fini di localizzare i terremoti.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">22:40 &#8211; <em>Rossella Fonzetti e Claudio Chiarabba&nbsp;&#8211; Dipartimento di Scienze<\/em><\/p>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-media-text alignwide is-stacked-on-mobile\"><figure class=\"wp-block-media-text__media\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"426\" height=\"367\" src=\"https:\/\/nottericerca.uniroma3.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/98020988-4fed-440e-b77a-ecaf56de529f.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-1138 size-full\" srcset=\"https:\/\/nottericerca.uniroma3.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/98020988-4fed-440e-b77a-ecaf56de529f.png 426w, https:\/\/nottericerca.uniroma3.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/98020988-4fed-440e-b77a-ecaf56de529f-300x258.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 426px) 100vw, 426px\" \/><\/figure><div class=\"wp-block-media-text__content\">\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Navigare nello spazio circostante: come trasferire l\u2019abilit\u00e0 del movimento dall\u2019uomo alla macchina&nbsp;<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Determinare la posizione di una nave nel mare \u00e8 sempre stata una sfida per l\u2019uomo fin dall\u2019antichit\u00e0. La consapevolezza dello spazio circostante, saper tracciare rotte e percorsi, riconoscere i luoghi gi\u00e0 visitati sono abilit\u00e0 che hanno caratterizzato in maniera determinante l\u2019evoluzione umana, consentendo all\u2019uomo di colonizzare gran parte della superficie terrestre. Oggi, con l\u2019uso di tecnologie appropriate, conoscere la propria posizione e raggiungere posti lontani e sconosciuti \u00e8 un compito molto semplice. La sfida ora \u00e8 nel trasferire dall\u2019uomo alla macchina l\u2019abilit\u00e0 di muoversi in maniera autonoma nello spazio. In questa pillola vedremo come i robot si possano muovere in maniera autonoma nello spazio circostante.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">22:50 &#8211; <em>Federica Pascucci &#8211; Dipartimento di Ingegneria<\/em><\/p>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-media-text alignwide is-stacked-on-mobile\"><figure class=\"wp-block-media-text__media\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"675\" height=\"501\" src=\"https:\/\/nottericerca.uniroma3.it\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/cropped-leaf-2.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1760 size-full\" srcset=\"https:\/\/nottericerca.uniroma3.it\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/cropped-leaf-2.jpg 675w, https:\/\/nottericerca.uniroma3.it\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/cropped-leaf-2-300x223.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 675px) 100vw, 675px\" \/><\/figure><div class=\"wp-block-media-text__content\">\n<h3 class=\"wp-block-heading\">La Spintronica<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">23:00 &#8211; <em>Roberto Raimondi &#8211; Dipartimento di Matematicae Fisica<\/em><\/p>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-media-text alignwide is-stacked-on-mobile\"><figure class=\"wp-block-media-text__media\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"326\" height=\"265\" src=\"https:\/\/nottericerca.uniroma3.it\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/image-3.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-1139 size-full\" srcset=\"https:\/\/nottericerca.uniroma3.it\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/image-3.png 326w, https:\/\/nottericerca.uniroma3.it\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/image-3-300x244.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 326px) 100vw, 326px\" \/><\/figure><div class=\"wp-block-media-text__content\">\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Sicurezza cyber delle infrastrutture, rischi e prospettive&nbsp;<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il tema della ricerca \u00e8 la progettazione e realizzazione di un Intrusion Detection System Network-Based per reti industriali, un dispositivi di protezione come ultima arma di difesa contro eventuali intrusioni informatiche. La sicurezza informatica nel mondo iperconnesso in cui viviamo investe ogni aspetto della nostra vista. Ogni giorno sentiamo notizie riguardanti attacchi hacker, per citarne uno che ci riguarda da vicino basta citare quello avvenuto ai danni della regione Lazio meno di un mese fa.&nbsp; Fino a pochi anni fa le reti industriali erano isolate dal mondo esterno. Oggi invece non \u00e8 pi\u00f9 cos\u00ec. Nelle industrie sono presenti dispositivi autorizzati a comunicare con il mondo esterno principalmente per svolgere attivit\u00e0 di tipo gestionale. Questo porta vantaggi dal punto di vista economico, ma introduce anche vulnerabilit\u00e0 dal punto di vista della sicurezza informatica. Nel mondo industriale \u00e8 consigliato separare l\u2019impianto in zone e di consentire lo scambio di informazioni tra le zone solamente passando attraverso firewall. I firewall proteggono la rete da attaccanti provenienti dal \u201cmondo esterno\u201d ma non da persone \u201cinterne\u201d che riescono ad ottenere l\u2019accesso fisico alla rete. Negli ultimi mesi nei laboratori di Roma Tre abbiamo sviluppato e realizzato un Intrusion Detection System network-based che possa agevolare un ipotetico operatore che si trova nella sala di controllo nell\u2019identificare la causa di un\u2019anomalia insorta ed aiutarlo nell\u2019identificazione delle appropriate azioni correttive.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il dispositivo monitora i pacchetti che transitano sulla rete (identificando per esempio dispositivi non autorizzati, quantit\u00e0 di dati anomali o pacchetti malformati) ma pu\u00f2 monitorare anche il range dinamico delle variabili di processo ed utilizzare queste informazioni per costruire un osservatore dello stato.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">23:10 &#8211; <em>Valeria Bonagura&nbsp;&#8211; Dipartimento di Ingegneria<\/em><\/p>\n<\/div><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>venerd\u00ec 30 settembre &#8211; ore 19:00-24:00 Soggiorno su Marte, soggiorno da incubo, a meno che &#8230; Per sopravvivere nello spazio, gli esseri umani necessitano di&hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":1023,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_customify_content_layout":"","_customify_sidebar":"","_customify_page_header_display":"default","_customify_disable_header":"","_customify_disable_header_top":"","_customify_disable_header_main":"1","_customify_disable_header_bottom":"","_customify_disable_page_title":"","_customify_disable_content_vertical_padding":"","_customify_disable_footer_top":"","_customify_disable_footer_main":"1","_customify_disable_footer_bottom":"","_customify_breadcrumb_display":"","_customify_header_transparent_display":"","footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"class_list":["post-570","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-uncategorized"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/nottericerca.uniroma3.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/570","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/nottericerca.uniroma3.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/nottericerca.uniroma3.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/nottericerca.uniroma3.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/nottericerca.uniroma3.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=570"}],"version-history":[{"count":28,"href":"https:\/\/nottericerca.uniroma3.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/570\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4138,"href":"https:\/\/nottericerca.uniroma3.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/570\/revisions\/4138"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/nottericerca.uniroma3.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/1023"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/nottericerca.uniroma3.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=570"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/nottericerca.uniroma3.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=570"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/nottericerca.uniroma3.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=570"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}