Edizione 2023
La Geologia ai tempi degli Antichi Romani
venerdì 29 settembre 2023 ore 19:00 – 24:00
Stand non Stop
Via della Vasca Navale 107/109
Attraverso l’utilizzo di modelli 3D, di mappe geologiche e di rocce esploreremo la geologia della città di Roma e capiremo perchè gli antichi Romani scelsero questo luogo per fondare ROMA CAPUT MUNDI. La peculiare conformazione del territorio ha contribuito alla nascita, sviluppo e supremazia di Roma: la vicinanza di un grande fiume, che permetteva un comodo accesso al mare; i rilievi collinari, che favorivano la difesa; la disponibilità di risorse litoidi e di acqua pulita proveniente dal vicino Appennino. Persino le straordinarie innovazioni tecnologiche in campo ingegneristico e architettonico, come ad esempio la progettazione di acquedotti, sono legate alla costituzione geologica del suo territorio. Ma se i fattori geologici hanno contribuito allo sviluppo della città, per contro rappresentano anche dei fattori di rischio. Insieme esploreremo quali sono i principali rischi ai quali Roma è sensibile, inquadrandoli nel contesto naturale dell’evoluzione geologica del territorio.
Beatrice Adanti, Francesco Grossi, Francesca Cifelli, Martina Iorio e Carlo Vittorio Antisari – Dipartimento di Scienze
Edizione 2022
La Geologia della città di Roma, Caput Mundi!
Stand non stop per bambini
venerdì 30 settembre 2022 – ore 19:00-24:00
Attraverso l’utilizzo di modelli tridimensionali, di mappe geologiche e di rocce esploreremo la geologia della città di Roma e scopriremo le ragioni per le quali gli antichi Romani scelsero questo luogo per fondare ROMA CAPUT MUNDI. La peculiare conformazione del territorio, infatti, ha contribuito alla nascita, allo sviluppo e alla supremazia della città di Roma: la vicinanza di un grande fiume, il Fiume Tevere, che permetteva un comodo accesso al mare; i rilievi collinari, che favorivano la difesa; la disponibilità di risorse territoriali quasi inesauribili, in particolare materiale da costruzione (di ottima qualità e facilmente reperibile) e, ancora più importante, acqua fresca e pulita proveniente dalle vicine propaggini dell’Appennino. Il successo di Roma non sarebbe stato possibile senza la miriade di vantaggi assicurati dalla geologia del suo territorio!
Francesca Cifelli, Giorgio Arriga, Francesco Basile, Carlo Vittori Antisari e Beatrice Adanti – Dipartimento di Scienze
Giorgia Carlucci – docente di scuola
Edizione 2018
Esploriamo la geologia della città di Roma!
Stand non stop
Attraverso l’utilizzo di modelli tridimensionali, di mappe geologiche e di rocce esploreremo la geologia della città di Roma e scopriremo le ragioni per le quali gli antichi Romani scelsero questo luogo per fondare ROMA CAPUT MUNDI. La peculiare conformazione del territorio, infatti, ha contribuito alla nascita, allo sviluppo e alla supremazia della città di Roma: la vicinanza di un grande fiume, il Fiume Tevere, che permetteva un comodo accesso al mare; i rilievi collinari, che favorivano la difesa; la disponibilità di risorse territoriali quasi inesauribili, in particolare materiale da costruzione (di ottima qualità e facilmente reperibile) e, ancora più importante, acqua fresca e pulita proveniente dalle vicine propaggini dell’Appennino. Il successo di Roma non sarebbe stato possibile senza la miriade di vantaggi assicurati dalla geologia del suo territorio! Persino le straordinarie innovazioni tecnologiche nel campo dell’ingegneria e dell’architettura, come per esempio la progettazione di acquedotti, per le quali l’antica Roma è giustamente famosa, sono legate alla costituzione geologica del suo territorio. Ma se i fattori geologici da una parte hanno contribuito allo sviluppo e allo splendore della città, dall’altra rappresentano degli elementi di rischio per il territorio in cui i cittadini di Roma vivono; insieme esploreremo quali sono i principali rischi ai quali Roma è sensibile, inquadrandoli nel contesto naturale dell’evoluzione geologica del territorio.
Francesca Cifelli, Francesca Funiciello, Giorgia Carlucci, Francesco Basile, Massimo Mattei, Veronica Fioramonti, Gaia Siravo e Roberto Mazza – Dipartimento di Scienze